Datosi che:
non possiamo rimanere insensibili ai toni di composta pacatezza con i quali viene posta la richiesta, nel pieno rispetto delle tradizioni profondamente democratiche di questo luogo virtuale in cui il gestore ha sempre ragione e, infine, per non incorrere nei rigori della legge 6 agosto 1990, n.223 e nel rispetto del Decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 che regolano l’inutile e stravagante diritto di rettifica - perché anche noi abbiamo fior di legali, ci ha forse preso per degli sprovveduti? -, riceviamo dal Sor Giorgio Flavio, e volentieri pubblichiamo:
Richiesta di rettifica
A proposito di Pescatori di polpi, Soffiatori di Emozioni, Leggitori di scrittori morti e Autori irrecuperabilmente cialtroni
Ai sensi della legge sulla stampa, e riservandomi ogni possibile azione a tutela della mia onorabilità in altre e più opportune sedi, Le chiedo di voler procedere con effetto immediato a rettificare quanto affermato nel suo mendace resoconto dell’evento mondano-culturale tenutosi presso il ristorante Gulliver di Macomer in data 23 febbraio ultimo scorso. La diffido altresì espressamente dal pubblicare le precisazioni a seguire con rilievo ed evidenza inferiori a quella delle fole che le hanno rese necessarie, esigendo una visibilità almeno pari.
Preciso dunque quanto segue:
- non risponde a verità quanto asserito circa l’abbigliamento del sottoscritto, che non indossava una diner jacket con revers di seta bensì la sobria giacca mod. “Charro Jalisco” con bottoni d’argento del costume di Zorro indossato nella sfilata del Carnevale di Bosa del 1973, casualmente rinvenuta negli armadi della casa avita, ancorché priva purtroppo dello spadino d’ordinanza. Si precisa altresì che il prezioso capo vintage era reso ancora più glamour dall’ampio squarcio dorsale prodotto dalla francamente incomprensibile rigidità delle leggi della fisica, che hanno reso inconciliabile la misura 44 drop 6 del capo d’epoca con l’attuale taglia 52 drop 0 indossata dallo scrivente;
- l’elenco delle qualifiche attribuitemi, largamente incompleto, tradisce la malevola intenzione di attribuire al sottoscritto la subdola etichetta di “intellettuale”. Si precisa pertanto, a beneficio del colto pubblico, che lo scrivente - prima e più ancora delle cose scritte da Carriego nel suo mistificante resoconto - è pescatore di polpi di conclamata fama internazionale, esperto cercatore di asparagi selvatici e di erbe di campo per misticanze, fervente seguace della corrente filosofica “Funkaz”, pervicace sostenitore di iniziative di editoria acustica (pur di non leggere!), generatore spontaneo e non necessariamente consapevole di cazzate seriali ed estemporanee, titolare di blog astenico ad andamento singhiozzoso (pur di non scrivere!) e, infine, convinto ma quasi mai corrisposto estimatore di grazie muliebri (quest’ultima qualifica, peraltro, ha da tempo raggiunto la quiescenza e il “quasi” ha da anni smesso di accompagnare il “mai”);
- l’“autorevolezza” attribuitami è subdolamente classificata come “naturale” al solo scopo di minimizzare il fatto che, per far sì che il folto ed elegante pubblico stesse lì buono a fingere di prestare attenzione, ho impegnato gli interi emolumenti del 2008. In particolare e al solo scopo di ristabilire la verità dei fatti, preciso di aver pagato la cena a tutti gli intervenuti, corrisposto un fee di cento euri sonanti ad capocciam e garantito il rimborso a pie’ di lista ai genitori che, per assistere all’evento, hanno dovuto affidare i pargoli alle cure di una babysitter. Per i patiti dei particolari e per quanti volessero stimare l’esborso, preciso che l’audience era costituita da almeno un centinaio di persone: ai gaudenti che avevano prenotato con largo anticipo gli 80 coperti del Gulliver, vanno infatti aggiunte le due dozzine di persone che hanno assistito alla presentazione del libro senza potersi fermare a cena, forse confidando che qualche astante, ucciso dalla noia, avrebbe finito per liberare il posto.
Altre e gravi imprecisioni riguardano le figure del Soffiatore di Emozioni Gavino Murgia e del Leggitore di scrittori morti (ed egli stesso scrittore estemporaneamente in vita) Gianni Cossu, ma se ne occuperanno in via diretta i legali dei due noti artisti, che a quanto si è appreso per le vie brevi stanno predisponendo opportune e adeguate misure di tutela per i loro assistiti.
Al fine di ristabilire la verità, invece, voglio ancora precisare che quella indossata dal preclaro professor Matteo Pirisi – che Domineddio ce lo conservi, lui e tutti i verbavogliosi - non era una camicia hawaiana, ma la tenda a fiori del suo soggiorno sapientemente drappeggiata per l’occasione dalle abili mani della consorte Rossana.
Allo stesso modo, nego decisamente di aver descritto l’autore di Baffi di cacao “come un emerito cialtrone senza alcuna possibilità di recupero” ricorrendo, per farlo, a “due o tre potenti pennellate”: ne è infatti bastata e finanche avanzata una.
È altresì falso che Carriego, mossa dalle applaudite performance del Trio convenuto al Gulliver a presentare la di lei opera, abbia deciso di comprare e auto-dedicarsi una copia del libro. In effetti, la dottoressa ha sì vergato un’encomiastica e vanesia dedica a se stessa su una copia del volume, non però dopo averlo acquistato, bensì sottratto con l’inganno alla verbavogliosa professoressa Olimpia Cadoni, la quale con encomiabile spirito di servizio si dedicava in un angolo della sala alla vendita dell’opera seconda carriegasca, mentre l’autrice sorseggiava abbardente incassando con malcelata soddisfazione i complimentoni del jet set macomerese guidato dal primo cittadino in persona, accompagnato dall’assessore alla cultura e da svariati altri esponenti della nomenklatura locale. Non solo, dunque, la gentile Olimpia ha dovuto consumare tacchi e suole delle sue decolleté in un’inesausta spola tra la sua postazione e il tavolo della Divina, acciocchè la medesima apponesse di suo pugno dedica et autografo alle molte copie vendute al pubblico acclamante grazie all’esibizione del Trio, ma per soprammercato si è pure vista fregare una copia del volume, rimettendoci tredici euri. Per dire di che gente siano, gli scrittori.
Resto, pfui a lei, in attesa di un sollecito riscontro, con l’accendino e le micce da innesco pronti in mano per essere usati in quella via nuorese in corso di sprofondamento che Ella sa (a propòs delle voragini: non crede, alla fine della fiera, che siano dovute alle schiere di satanassi suoi compari che, da laggiù, reclamano il suo ritorno a casa?)
In fede
Giorgioflavio
Pescatore di polpi